mercoledì, 27 agosto 2008
QUANDO

Quando nessuna cenere
Pioverà sui miei versi
E la mia china
Sarà minimalista
Quando saprò appoggiare
Le mie labbra sul bianco da venire
E non sarà uno specchio
A farmi riconoscere
Quando ogni mia parola
Non sarà al mio servizio
Ma sarà serva
Dell’ultimo del branco
Quando i miei pori
Respireranno più forte delle nari
E la mia sete
Darà da bere a chi solleva l’indice
Ecco…soltanto allora
Non avrò più domande
Che’ le risposte
Saran celate in esse
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Melarea
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Ore 21:05

poesia, risveglio, ricerca interiore
mercoledì, 18 giugno 2008
VOLENDO VIVERE, VOLENDO MORIRE

Dio che storture! Siamo nel pieno centro di una raggiera fatta di settemila strade da percorrere, e cosa facciamo? Scegliamo regolarmente quella che non va bene per noi. Però poi possiamo vantarci (mentendo a noi stessi) di aver deciso per il bene del mondo. Belle facce di bronzo! Come si può far del bene, se non si sta prima bene con se stessi? Però possiamo ancora vantarci di essere delle persone responsabili! Ma chi vogliamo convincere di questo? Gli altri? Noi stessi? Sorrido.
A cosa serve la psicologia? Conosco cortei di psicologi che martellano forte sulla necessità di fare ciò che sentiamo che sia la cosa migliore per noi, e infine rimango delusa proprio dal loro comportamento auto castrante, se non addirittura contrariamente impositivo nei confronti di chi, in una qualche maniera, trova uno straccio di percorso a lui più congeniale.
Evoluzione? Macché! Se ne fa solo un gran bel parlare, ma quando si tratta di salire qualche gradino, eccoci più puntuali della morte, a indossare il mantello del martire. Di colui che, se non va avanti, è perché deve tenere la mano a chi si trova indietro. Alibi.
Andare in guerra non è diverso dal vivere. Abbiamo paura non delle sciabole, non dei cannoni, non delle bombe atomiche. Abbiamo paura di pungerci con la spina di una rosa! Abbiamo paura dei prezzi. In sintesi, abbiamo paura di investire. Brrrrrrrrrrrr, se solo ci penso, mi eleggo al risucchio indietro, oltre le coltri del grembo materno! Se dobbiamo pagare solo alla cassa del supermercato, le derrate di cui abbisogniamo per riempire il sacco che ci regge, mi chiedo: ma la scintilla divina? E’ andata a farsi un giro per il cosmo? Ha traslocato per sempre? E di questo sacco in piedi che ne faccio?
Ho paura. Ho paura del giudizio che darò a me stessa da qui a qualche anno. Temo che non riuscirò mai a perdonare l’intero repertorio di costumi che ho indossato guardandomi allo specchio, quando dando la mano al mio falso mi sussurravo: complimenti, questo è più sfarzoso di quello! Tienilo su! Rinnegando così la mia pelle, i miei desideri, l’altalena di emozioni che sono dell’essere umano, il motivo per cui sono stata investita di vita e accomodata su questo rocambolesco trono che è il mondo, con tutto il suo metamorfico patrimonio di sorprese.
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Melarea
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Ore 19:55

riflessioni, introspezione, evoluzione, assurdità, ricerca interiore
lunedì, 25 febbraio 2008
CATARSI
Perché davanti a quel fiore era cambiata la mia vita?
Cosa mi succedeva? Non ero più io e, questa volta, DOVEVO accettarlo.
Più volte, prima di allora, mi sorpresi a fare a pugni con una nuova prepotente essenza che cercava di spodestare, senza autorizzazione, la mia persona dal suo trono… Ma il mio modo di essere, non aveva mai raggiunto apici tali da subire una trasformazione così tanto radicale e la mia cecità, riusciva a concepire solo il cambiamento del corpo, del clima, del colore delle foglie in autunno, dell’esigenza di un ghiro di rinunciare alle proprie attività quotidiane a favore di un lungo letargo…
Rientrava tutto nel giusto svolgimento delle cose. Era semplicissimo: tutto DOVEVA andare così!
Ciò che non avevo mai fatto, era chiedermi il perché. Anzi, a ben guardare, non è che non l’avessi mai fatto ma, più genuinamente, al primo inghippo rinunciavo all’impresa di cercare una risposta.
Annaspare nella confusione, non era la mia massima aspirazione e dunque, mi imponevo dei limiti, precludendomi ogni possibilità di conoscenza. Avevo paura di “sapere” o, forse, di sentirmi troppo diversa da tutte quelle persone che, da sempre, mi circondavano di affetto e di attenzioni.
Quanti segnali non visti prima di allora! Quanti fiori, quanti cieli, quanti arcobaleni, quante piogge e quanti uomini inosservati! Quanta irriverenza verso un tutto che non mi era dovuto eppure era mio!
Come avrei potuto iniziare a parlar loro del mio nuovo “abito” senza rischiare di essere internata?
Ma il destino non mi permetteva di andargli contro – come d’altra parte fa con tutti. Cambiavo strada per non incontrare i suoi disegni e invece questi ultimi erano proprio lì: sotto i miei piedi, sul mio capo, ai miei fianchi, sulla mia via di fuga.
Cos’avevo fatto? Tutto ciò aveva il sapore di una condizione double-face. Se da un lato riuscivo a scorgervi il merito, dall’altro veniva fuori prepotente la certezza che si trattasse di una punizione.
Dove facevo risiedere la punizione? Mi sentivo offerta in olocausto quando, tra parenti, amici e colleghi, mi sentivo totalmente avulsa e mi costringevo ad essere quella persona che si aspettavano che io fossi: quella che conoscevano. E dove risiedeva il merito? Il merito arrivò davanti ad una viola del pensiero. In quel preciso momento decisi che la mia non era follia, non era diversità, era solo “il tempo”. Immersa nella contemplazione dei suoi colori, sentivo forte che a quel fiore mancava solo la parola. Esso pulsava, ondeggiava, emetteva frequenze, mi catturava imponendosi alla mia attenzione.
Io stessa diventavo la viola.
Quella viola ero io.
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Melarea
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Ore 11:48

introspezione, risveglio, mistero, evoluzione, spiritualità, divenire, percezioni, ricerca interiore, autoconoscenza
venerdì, 16 novembre 2007
EPPURE...

Eppure in quella mano
sentivo la promessa
La forza di un vissuto
che annaffia nuovi semi
nei solchi dell’ignoto
Ti vedevo scacciar aquile e falchi
dal banchetto arrivato “finalmente”
Troncare a colpi secchi di machete
tutti i rostri famelici e gli artigli
Eppure so che gli uomini son deboli
che l’agape subisce metamorfosi
che molte volte il credere
apre tutt’altre danze
Eppure l’uomo
che per natura è libero
più dei suoi sogni
firma contratti a perdere
sapendolo
La terra resta terra
il cielo cielo
Eppure…
è ciò che non si vede
ad esser Vero
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Melarea
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Ore 23:23

poesia, speranza, riflessione, spiritualità, percezioni, ricerca interiore
venerdì, 05 ottobre 2007
OLTRE I SENSI CANONICI

Taci
dentro la notte insonne
Taci ammodo
per sentire affiorar
un nuovo senso
timidamente settimo
al seguito d’un sesto
che ancora non s’afferma
Fatichi a crederci
ma gli corri dietro
Esso t’insegue in circolo
Prendimi che ti prendo
è il vostro slogan
detto incessantemente
ad alta voce
E i canonici cinque
fieri d’esser notori
continuano a sopire
la tua mente
dando slancio a favelle
che mai tacciono
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Melarea
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Ore 20:26

poesia, introspezione, risveglio, mistero, evoluzione, spiritualità, percezioni, ricerca interiore
mercoledì, 15 agosto 2007
ARMISTIZIO

Marea dopo marea
si è costituita l’anarchia del cuore
Ad ogni esplorazione
di giungle nuove
nell’ironia di non trovar l’inedito
rattrappivo via via
quella selvaggia voglia
di cercare e cercare sulle piazze
C’eran troppe fratture
tra il mio schermaggio e me
ed ho convalidato un armistizio
Sedotta dall’assenza di compiuto
ho aperto una finestra sull’eterno
E’ sostanziale avviar la connessione
alla fonte interiore
per sapere cos’è
l’appartenenza a ciò
che non ha eguali
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Melarea
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Ore 23:07

poesia, introspezione, metafisica, risveglio, riflessione, evoluzione, spiritualità, ricerca interiore
mercoledì, 15 agosto 2007
FUORI DA QUESTA STANZA...

Non mi servono più voci salmastre
né dolci né salate
per medicar tessuti
ulcerati dal non allontanarsi
Scioperate talenti e propensioni
di panacea infeconda
che concedete carestia d’esami!
Fuori da questa stanza
speculazioni ornate d’equilibrio!
È troppo forte il neon
perché possiate ancora raggirarmi!
Sarà che il cielo scorre come un fiume
dandomi l’impressione d’esser statico
Sarà che il tempo è fermo
dall’inizio dell’Opera
e ciò che mi consuma è la sequenza
che non si discolpa
Sarà che il corpo cambia
per effetto di un gioco enigmistico
Sarà che anche il futuro
è già successo
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Melarea
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Ore 15:14

poesia, introspezione, metafisica, quesiti, riflessione, spiritualità, divenire, ricerca interiore, autoconoscenza
sabato, 14 luglio 2007
Notte di pace
Nell’imbrunire
vola ancor nel cielo
l’eco possente del canto dei fedeli,
vola
e come onda d’urto frana nell’io
spogliandone corazza.
Nuda,
l’anima mia s’innalza verso il colle
là dove un simbolo l’attende,
là dove la nudità è vestita a nuovo,
in bianco saio,
nettata da impurezze.
Nell’andar del giorno al suo riposo,
quando i rumori della vita attorno
hanno il silenzio dai tormenti,
l’anima sarà di nuovo in me
ricca del bianco saio
che laverà il mio corpo.
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grisby6043
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Ore 10:23

poesia, religione, ricerca interiore
venerdì, 01 dicembre 2006
DA “IL LIBRO DEI SEGRETI” DI OSHO
(Chi non ama prendere Buddha ad esempio, può tranquillamente sostituire a quel nome quello di Gesù o dell’illuminato che più si adatta al suo credo)
Molte cose vanno prese in considerazione. Primo: la psicologia occidentale non crede nell’essere dell’uomo, crede soltanto nella mente. Per la psicologia occidentale non esiste nulla al di là della mente. E se non c’è nulla al di là della mente, allora qualunque cosa tu faccia non aiuterà veramente l’uomo. Al massimo aiuterà l’uomo a essere normale, al massimo!
E che cosa è normale? Qual è la normalità? Solo ciò che è medio. Se però l’uomo medio in sé non è normale, essere normali non significa nulla. Significa solo che ti sei adattato alla massa. Perciò la psicologia occidentale fa una cosa sola: quando qualcuno è disadattato rispetto alla massa, i metodi occidentali lo omologano di nuovo alla massa, che non è affatto posta in discussione; nessuno si chiede se la massa sia sana.
Per la psicologia orientale il criterio non è la massa. Ricordati di questa distinzione: per la psicologia orientale la massa non è il criterio, la società non è il criterio. La società stessa è malata. Qual è il criterio allora? Per noi un Buddha è il criterio. A meno che tu non diventi come un Buddha sei malato.
Per la psicologia occidentale il criterio è la società, perché il Buddha non può essere un criterio. Non credono che esista qualcosa come l’essere interiore, ma se non esistesse, non ci potrebbe essere alcuna illuminazione. Ma quando l’essere interiore viene alla luce, allora c’è l’illuminazione.
Perciò la psicologia occidentale in realtà è solo terapeutica, è solo una branca della medicina. Cerca, ti aiuta a riadattarti. Non è un andare oltre. Lo sforzo orientale è diretto a trascendere la mente, perché per noi non esistono malattie mentali, ricordalo! Anzi, la mente è la malattia. Per la psicologia occidentale la mente non è la malattia. La mente sei tu: non è la malattia. La mente può essere sana. La mente può essere malata.
Per noi la mente è la malattia: la mente non può mai essere sana. A meno che tu non vada oltre la mente, non potrai mai essere sano. Perciò l’uomo normale non è veramente sano: è solo entro i confini, è malato entro i confini. La persona anormale è andata oltre i confini, e la differenza tra i due è solo di gradi: di quantità, non di qualità.
Tra te e un pazzo in manicomio non esiste alcuna differenza qualitativa, ma solo di gradi. Lui è un po’ più pazzo di te; tu sei dentro i confini. Funzionalmente, tu puoi tirare avanti; lui no, è andato più in là di te; è un caso avanzato, nient’altro. Tu sei sul sentiero, e lui è arrivato.
La psicologia occidentale cerca di riportarlo al gregge, alla mandria, alla massa. Lo rende normale. È un bene: è un bene, entro i suoi limiti. Ma per noi un uomo, a meno che non vada al di là della mente, è pazzo, perché per noi la mente è pazzia.
Perciò cerchiamo di dipanare la mente per conoscere ciò che sta oltre. Anche in occidente si provano i metodi del dipanamento, ma solo per adattare la mente, ma ciò che sta oltre non è presente. E ricorda: a meno che tu non riesca ad andare al di là di te stesso, non accade nulla che abbia un valore e, a meno che non ci sia qualcosa al di là di te che tu possa raggiungere, la vita è priva di senso.
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Melarea
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religione, considerazioni, introspezione, risveglio, mistero, evoluzione, spiritualità, divenire, ricerca interiore, autoconoscenza
domenica, 26 novembre 2006
QUANDO SMETTI LA MASCHERA

Quando smetti la maschera
Inizi a litigar con la coerenza
Che non è dell’umano
Ma della sua maldestra presunzione
E prendi atto della tua piccolezza
E riconosci i limiti impartiti
Da un codice genetico
Il tuo
Contro cui hai lottato inutilmente
Lotta paradossale contro te stesso
Quando smetti la maschera
Ti bagni d’umiltà
E ad una ad una
S’aprono lentamente mille porte
Un premio inaspettato
Da chi?
Non chiedertelo
Semplicemente…
Accetta
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Melarea
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Ore 14:57

poesia, spiritualità, ricerca interiore
lunedì, 20 novembre 2006
FINALE CONCORSO

Non so dire altro che....
GRAZIE
A http://volobliquo.splinder.com/
A chi si è soffermato a leggermi
A chi ha votato le mie emozioni
e sa bene che,
di tale intensità,
possono esistere!!!
Con un abbraccio IMMENSOOOOOOOO
e con una lacrima di gioia incontenibile
brindo a voi tutti...
MELA
S'OBLIA DI SE' LO SPIRITO
********
S’oblia di sé lo spirito
assai spesso
ma…
in un vagar di membra
sopraggiunse la quiete
attorno al mio assorbire
in solitudine
da quei dintorni
di natura in auge
Fu come una pellicola
a proiettarsi
dentro gli occhi miei
digiuni quanto ignari
in quel momento
di dare cibo all’anima
per loro accesso
E di colpo il Creato
si donò un mio sorriso
E di colpo il Creato
si garantì costante
la gola del mio sguardo
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Melarea
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Ore 22:51

poesia, introspezione, risveglio, percezioni, ricerca interiore, autoconoscenza, semifinale concorso un battito d, finale concorso un battito dali, per sempre amore
lunedì, 13 novembre 2006
PELLEGRINAGGIO
Ho concesso del tempo
Al mio pensare
Per tornare allo strazio
Di troppi miei momenti
Quando credevo d’esserne
Schiava per sempre
A volte il cambiamento ci è nemico
A volte, invece, cura ogni ferita
È caduco il dolore come la gioia
E spesso
Quello che noi chiamiamo
...libero arbitrio…
È libero soltanto in apparenza
Giacché qualunque opzione
Offre solo occasione per scorciare
O accrescere il percorso
Prima di guadagnare Quella Foce
È un Piano che sorride con pazienza
E ci sa attendere
Non con braccia conserte
Né con piede agitato che batte al suolo
Attende
Giammai nel tempo
Bensì
Nella sequenza
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Melarea
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Ore 10:30

poesia, introspezione, risveglio, riflessione, spiritualità, divenire, ricerca interiore
venerdì, 03 novembre 2006
CRESCITA

Oggi…
diversi da ieri
Domani…
da oggi
L’indice accusatore
dell’ottuso
confina quest’effetto
nel volubile
allorché
la ratifica di un saggio
lo sconfina
nella crescita
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Melarea
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Ore 18:08

religione, considerazioni, risveglio, riflessione, spiritualità, divenire, ricerca interiore, autoconoscenza
mercoledì, 18 ottobre 2006
LA CONCHIGLIA NON TRILLA

Zelo di salmodianti mormorii
Giunge da una conchiglia
Che ha baciato il mio orecchio
Vento di mare e sibilo soave
Intimo invito a una celebrazione
Fra corpi d'eterogenea provenienza
Sento
Una Sveglia che non conosce trillo
Cenno paradossale
D’imperativa solidarietà
Che anela amalgamare
Tutto con Tutto
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Melarea
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Ore 16:30

poesia, risveglio, riflessione, ricerca interiore
domenica, 15 ottobre 2006
E SE FOSSERO I DEMONI?
E se fossero i demoni
Quelli che ci conducono alla Via?
Se tutto ciò che brilla non è oro
Se il bello veste il brutto
E il brutto il bello
Se la via facile non porta proprio a niente
Se il sole tinge il buio
E il buio il sole
Se i Santi hanno rissato col malvagio
Se il male fosse complice
Della nostra catarsi?
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Melarea
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Ore 09:14

poesia, ricerca interiore
domenica, 08 ottobre 2006
SCOSSA
Si sbrinano i pensieri
Che quel ghiaccio
All’interno di sé
Teneva ostaggi
Penosa roccaforte
Senza evidenti uscite
E inizio a sbrindellar rassegnazioni
Che amavo definir risolutive
È facile la vita
Quando si corre
Per non fermarsi
A sorseggiare l’anima
Ma ci son strade
Che con sopraffazione
Si fanno avanti
E al collo ci si avvinghiano
Ci scuotono perché
Le percorriamo
E ci rammentano
Concordati “arcaici”
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Melarea
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Ore 10:31

poesia, considerazioni, risveglio, percezioni, ricerca interiore
sabato, 07 ottobre 2006
MEDITANDO
È pervasa quest’aria da fragranze d’incensi
Mentre di membra pigre mi compongo
E tali essenze appannano di gioia
Anche la mente
Un navigar di popoli ivi si affolla
Quantunque ignoti a questo immaginario
Che riconosco ormai sempre più gravido
Vecchi folklori ancora non desueti
Stan riaffiorando tenui uno ad uno
Ne gusto qualsivoglia sfumatura
...e…
Colmo di respiro i miei interstizi
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Melarea
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Ore 18:28

poesia, percezioni, ricerca interiore
sabato, 30 settembre 2006
NAUFRAGIO CELESTE
Ho visto inerpicar le mie energie
Verso la costruzione di un vascello
Gli ho dato vita ed anima
E gli mancava solo la parola
L’ho impomatato e l’ho vestito a festa
L’ho battezzato come Inossidabile
E l’ho varato a tutte le tempeste
Ho atteso il suo ritorno
Con un trofeo di gloria
Al primo balbettio del mare aperto
Fingeva indifferenza, fischiettava
Ma quando s’è ingrandita
La voce del maroso
S’è andato a fracassar contro sè stesso
Inghiottito dalla disperazione
Diseredato dalla dea speranza
Svestito da un realismo sgangherato
E il suo relitto è ritornato a riva
Non più di bell’aspetto
Senza più la cravatta nè la scriminatura
E le sue vele, senza più tessuto
Per contro aveva assunto la parola
Aveva dato impiego a un ideale
E naufrago mi ha detto
<<sono tornato orrendo
ma…più ricco>>
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Melarea
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Ore 19:33

poesia, speranza, risveglio, spiritualità, ricerca interiore
venerdì, 29 settembre 2006
COSA VOGLIO ? COSA NON VOGLIO?
Mi è capitato spesso e volentieri
Di farmi una domanda assai curiosa
Dubbio che mi rodeva fino a ieri
Che mi rendeva fragile ed ansiosa
Che cosa vuole l’uomo dalla vita?
Perché se glielo chiedi non sa dirlo?
Visto che nel rispondere, s’avvita
Ciò che non vuole, almeno, sa capirlo?
Macchè! Quando otteniamo qualche cosa
Dopo che abbiam sudato come tori
Non la vediamo più come una rosa
Ci siamo illusi, e andiam per altri fiori
Sicchè non era ciò che volevamo!
E torna a perpetuarsi l’appetito
Di nuove mete che non credevamo
Che un giorno forse avremmo preferito
E siamo stanchi di non essere sazi
Cominciano i quesiti all’incontrario
Se quello che vogliam ci porta strazi
Chiudiam sull’atto primo quel sipario
Forse, per esclusione, è meglio toglier
Quello che non gradiamo dalla lista
Ma presto realizziam che questo sceglier
Ci porta proprio fuori dalla pista
Alla luce di questa sarabanda
Adesso so rispondermi benone
VOGLIO non farmi più questa domanda
NON VOGLIO pormi più questa questione!
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Melarea
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Ore 23:34

poesia, considerazioni, ricerca interiore
martedì, 26 settembre 2006
IL FIUME DEL TEMPO
Struggenti richiami
di un passato ormai sfociato
e di un futuro
che ancora nessun monte
ha partorito,
seppur di rado,
vengono a farmi visita
Ancora adesso
che arranco in alchimie
di metamorfosi
Un messaggio divino forse
a ricordarmi
che siamo solo uomini
Che la vita al presente
è stipula appannaggio degli dei
Che il nostro mondo
è quello che ci spetta
e che il sudore…
sarà l’irrigazione
ai nostri semi
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Melarea
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Ore 17:33

poesia, ricerca interiore
giovedì, 14 settembre 2006
RACCOMANDATA MAI SPEDITA
Sospesa tra la logica ed i sensi
ho assunto con il tempo
arti anteriori arrampicati al senno
e piedi prensili verso la follia
È un ponte ormai questo mio ruolo
Duplice
Che tiene assieme sponde
in forte antitesi
Arbitro di due macchine da corsa
nessuna su corsia preferenziale
E porto nel bagaglio
un ricco armamentario di ematomi
e pelle del colore di una rosa
Ho scritto due domande
al mio Datore
e non le ho mai spedite
Forse non saprò mai
se chiedere l’aumento
oppure accontentarmi
di uno sgravio
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Melarea
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Ore 17:54

poesia, ricerca interiore
mercoledì, 06 settembre 2006
CLOCHARDS
Amo tanto quel giorno
che cambiò la mia vita
mentre credevo di essermi smarrita.....
Aveva solo gli occhi disponibili,
lacero ed irridente di quel gelo
che lo tagliava a spicchi.
Irto di barba
fin quasi alla fronte
e mani con fessure sanguinanti.
Così,
fingendo gran disinvoltura,
gli sedetti accanto,
e ad occhi bassi
e braccia ad incrociarsi,
gli chiesi
di sciorinarmi la sua storia.
<<Non fingere di non aver paura>>,
mi disse,
con un tono assai pacato,
<<Hanno tutti un gran dir dell’avventura
e poi si fuggon
nel veder chi ci ha provato!
Non ho granché da dirti,
se non questo:
non odiar la tua ombra
e non temerla.
Un giorno, di sorriderti,
è più che certo,
senza fatica,
che potrai vederla!>>
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Melarea
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Ore 17:47

poesia, metafora, ricerca interiore, autoconoscenza
mercoledì, 06 settembre 2006
SENZA COLPO FERIRE
Mentre ero assorta
nel mio meditare,
una farfalla
s’è sistemata
melliflua
sul mio naso.
Fissandomi
mi ha tosto pronunciato:
<<non ti offendere,
ma sai che ti confido?
Di te sono più grande,
perché ti parlo
solo con la mia mente…
ma tu t’illudi
che non t’ho detto niente!>>
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Melarea
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poesia, mistero, metafora, percezioni, assurdità, ricerca interiore
domenica, 03 settembre 2006
LEGGENDA DI UN VIAGGIO

Prima di venire al mondo, il mio spirito si trovò al cospetto dell’Altissimo.
Egli mi chiese se fossi stanca ed annoiata da quel tripudio di pace e serenità in cui ero immersa. Se quei fiori dai colori che non conosciamo, se quei laghi, quei monti, quei mari e quell’aria frizzante ma leggera, avessero turbato la mia capacità di goderne. La non alternanza di dispiaceri, mi spiegò, poteva aver offuscato il valore di tutto ciò che Lui, munifico, ci aveva elargito in casa Sua.
Nel proferirmi queste nozioni, mi accarezzava le mani e, anche se Lo ascoltavo a testa bassa, tutto il mio spirito era dotato di vista e scorgevo i Suoi occhi velati da un panno lacrimoso.
Un padre che si sentiva colpevole di inospitalità o, forse, di eccesso di zelo!
Non osavo sollevare la testa per la vergogna della mia ingratitudine. Ma un Padre conosce sempre i pensieri di un figlio e, suo malgrado, con la mano sollevò il mio mento e mi sorrise con un amore incondizionato. Mi aveva compresa e perdonata.
Non mi sono mai sentita più amata di allora…
Il Suo unico cruccio era quello di non sapermi felice neanche dopo aver realizzato la scelta che promise di accordarmi.
<<Figlia mia, cosa posso fare per te? Sappi che qualsiasi cosa tu chiederai, avrà un prezzo>>. Aveva già letto le mie intenzioni di venire a fare un giro su questo pianeta.
<<Io sono un Padre e, pertanto, sono anche un educatore e se qualche volta mi accusano di essere ingiusto, è perché non sanno che in tutti i miei disegni, c’è sempre una gran dose di insegnamento. Persino negli episodi della vita che sembrano i più insormontabili, i più penosi…
Non ti arrovellare dunque nella scelta della tua prossima stazione. Puoi benissimo chiudere gli occhi e puntare il dito su un qualsiasi punto della mappa. L’avventura sarà densa dappertutto. E’ vero. Saprai apprezzare meglio le tue gioie, ma esse saranno sempre conseguenza di cospicui pedaggi. Di dolori e tormenti. Di travagli che temprano. Dovrai avere più ardimento di un prode combattente. Ed ora, scegli figlia mia!>>
Lo abbracciai con tutte le mie forze e piansi commossa.
Dove scelsi di andare? Sul punto della mappa additata dai più. Quelli che hanno ancora tanto da imparare e tanti tesori da raccogliere percorrendo il loro sentiero.
L’Altissimo mi disse: <<Orbene va’, corri laggiù tesoro e…torna più saggia>>!
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Melarea
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viaggi, ricordi, sensazioni, sogni, religione, considerazioni, fiabe, mistero, fascino, spiritualità, metempsicosi, percezioni, ricerca interiore
giovedì, 31 agosto 2006
E L'ILLUSIONE FU...
In principio era il nulla.
Un nulla pensante e intelligente.
Un progetto che aleggiava nella sua stessa essenza.
Un progetto che progettava di progettare un progetto.
Eureka! Pensò un giorno il nulla.
Ma cerrrrto! Posso creare una solidità illusoria!
Immaginerò delle forme. Tante ma tante forme, corpi viventi e non.
Scinderò la mia intelligenza in particelle che andranno a dimorare in ognuna di queste forme (forse sarà per questo che ancora oggi si dice che in ognuno di noi dimora una piccola scintilla divina!).
Queste si crederanno di materia reale e tutto l’universo trascorrerà il resto dei suoi giorni a chiedersi da dove proviene. Hi hi hi hi hi!
Ecco! Questo darà un senso a me, a tutto ciò che sto creando/immaginando. Ai sogni.
Il porsi domande per non morir di noia. Proprio come me adesso. Oh, pardon: prima di adesso!
E l'illusione fu...
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Melarea
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divagazioni, considerazioni, mistero, fascino, percezioni, assurdità, ricerca interiore, autoconoscenza
martedì, 08 agosto 2006
MESSAGGI DELLA NATURA
Fiondo lontano un sasso,
forse per rabbia,
in un laghetto
che limpido mi appare
e da dolori immune.
I suoi cerchi concentrici
si espandono, ad eco
di una perfetta geometria.
Tutto mi torna chiaro
e incredula, anche lì
scorgo un messaggio.
Ferito dalla mira,
il lago saggio
non urla ma volteggia,
fiducioso di offrire
un ricco ed esemplare
apprendistato.
Chissà quante sassate
occorre prendere
prima che si raggiunga
il tacito traguardo sospirato,
dove il più raffinato degli idiomi
diventa un edificio…
scalcinato!
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Melarea
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Ore 16:50

poesia, filosofia, considerazioni, divenire, percezioni, ricerca interiore
domenica, 06 agosto 2006
METAFORA DEL SOLE
Spente le stelle, il buio non dispera
e nelle valli che l’astro non raggiunge
un nuovo giorno va verso il suo varo
Dove tutto d’ombra s’è abbigliato
ogni cosa del suo spiraglio gode
Lento è il fiorir nel cupo sottobosco
ma i frutti suoi profumano d’incanto
Uomo senza la mappa illuminata
cammina adagio per le vie tortuose
Ciò che ti abbaglia d’immediata luce
s’insidia a ostacolare il tuo cammino
Fa’ tesoro del detto: il sole acceca,
svolta nei vicoletti in sua presenza
Non troverai cibi succosi e scialbi
ma solo tanto sale
e assai sapienza
sussurrato da
Melarea
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Ore 23:11

poesia, metafora, ricerca interiore
sabato, 05 agosto 2006
Critica
Sommerso da tempestosi flutti
l'essere mio sperduto
non ha trovato appigli.
E' perito
e della grande giostra
non ha concluso il giro.
E' morto
ed in me si è assiso
a reincarnazione marcia
d'uomo a lungo odiato.
Delle leggerezze è padrone
ancora
se ne nutre col piacere
di un demonio
che fragilità accresce dentro
e poi cattura.
Gode i frutti amari
che questa vita mia
ancora disperata
spesso rifiutata
ancora non compiuta
qual'albero insecchito
non sa più crescere.