Sapevo che questa disquisizione stava spiazzando quel po’ di lucidità che rimaneva a Doriana, pertanto insistetti per i quattro passi ossigenanti. In effetti credevo davvero a quello che le avevo appena espresso. Tutto è scientifico, non dimostrabile ma scientifico: persino la nostra anima, i miracoli, gli angeli, la sistemazione di ogni karma per il ripristino del grande disordine che le frequenze basse ci inducono a creare. Forse avevo letto troppi libri di David Icke e di Zacharia Sitchin ma, fino a quel momento, erano stati gli unici scrittori a convincermi. Gli unici che avevano travasato su carta il loro coraggio. Gli unici pronti a lasciarsi perseguitare, vita natural durante, da una massa di fervidi credenti e adoratori di un più che fallace sistema: il nostro. Fatto di burattinai i cui fili sono mossi da altri burattinai.
Doriana mi guardò con una specie di speranza che inondava i suoi occhi e, interrompendo i miei pensieri esclamò:
- Non aggiungere una parola Caren!
- Cooosa?
- Non dire una parola in più, o potrei illudermi che ci stai arrivando da sola.
- A cosa Dory?
- A capire con che razza di essere ho conferito, senza che io sia costretta a dirtelo. Mi priveresti di un grosso peso e intanto, potremmo procedere ad “indagare” su questo fenomeno che accomunerebbe le nostre strade! Spero che non sia questa la Verità: la grossa rivelazione che MAI, in tutti questi anni, avrei potuto sospettare che fosse…
- Di quale Verità parli Dory?
- E tu, invece, mi spieghi cosa accidenti c’entra Dante in tutto questo?
- Di Dante ti parlerò più avanti. Quando saremo a casa tua.
Ci infilammo i soprabiti, a silenziosa conferma che quei famosi quattro passi, ci avrebbero solo giovato. Persino il caffè andò in gloria. Presi le bacchette di Hartmann e le infilai in borsa. Uscimmo di casa e, con una contemporaneità da non credersi, ci incamminammo entrambe verso il parco dei platani, che restava poco più lontano. In un certo senso sapevamo che la natura è sempre l’alleata numero uno per lo smaltimento di qualsivoglia tensione.
Respirammo ad ampi polmoni e, forse, con insistente scelleratezza ripresi…
- Vedi Dory, in quanto esseri umani, ci dobbiamo porre dei limiti almeno per esemplificare il concetto di Verità. Mi piace pensare ad un puzzle completato, con tanto di margini in cui, per ovvii motivi logistici, dobbiamo contenerci!
Bene. Il puzzle è la Verità completa ed ognuno dei suoi tasselli corrisponde ad un pezzettino di quella Verità che ognuno di noi possiede nella sua tasca.
Allora ci chiederemo, com’è possibile? Come può essere tutto possibile se ognuno di noi è tenutario di una verità che contrasta con quella di qualcun altro? Semplice! Se esiste il concetto di “infinito”, esiste anche quello di “tutto possibile”!
Il nostro limite è proprio quello di pensare alla nostra esperienza personale, come a qualcosa di assoluto. Prendiamo qualche esempio più specifico?
o Davanti agli occhi del signor Tizio si è materializzato un angelo, gli ha parlato di qualcosa, gli ha anche dato delle preziosissime dritte, gli ha promesso custodia fino alla fine dei suoi giorni ecc… Da adesso in avanti il signor Tizio non avrà più dubbi. La sola verità è che al di là di noi ci sono gli angeli. Una verità che rischia di essere confinata nella più incontrastabile assolutezza.
o Il signor Caio, invece, ha avuto un incontro ravvicinato e, se non si autoetichetterà pazzo senza speranza, vivrà nella convinzione di godere di una certa “elezione” anche lui. Proprio come il signor Tizio col suo angelo.
o E del signor Pinco Pallino? Cosa vogliamo dire? Embé , lui si che ha tutta la Verità in tasca! Ha scoperto che l’Universo olografico è la chiave di tutto!
o E ancora, troveremo l'assatanato di sesso che si autocelebrerà come colui che, per astinenza monastica riveniente da vita precedente, adesso può vantare questo creditone karmico!
Vogliamo allungare l’elenco? Si può. Ma è meglio risparmiarci le energie per investirle in una dispendiosissima presa di coscienza. Forse sarebbe meglio aprire le danze prendendo seriamente in considerazione il concetto di “NON GIUDIZIO”. Il mondo è bello perché è vario ed il puzzle completo è veramente quanto di meglio si possa imparare a “metabolizzare”.
- Di cosa stai parlando Caren?
- Di mondi Dory. Di universi e di mondi.
- In pratica di scienza? Non vorrei che sconfinassimo nello scientismo Caren!
- Uhm...lo scientismo. Peccato che lo si tiri in ballo con abuso! Proprio così. Quando la scienza non conviene, si può sempre ripiegare sullo scientismo. E’ la via più facilmente percorribile per chi non ammette le teorie evoluzionistiche che, peraltro, stanno sempre più prendendo piede per mezzo di dimostrazioni e formule inconfutabili. Ma, ahimé, queste ultime sembrano spodestare alcune granitiche credenze.
Per esprimermi a livelli bassi bassi, una delle principali nozioni verso cui sono stata indottrinata per benino, quando da bambina frequentavo il catechismo era la seguente:
Dio è dappertutto: è dentro di noi e fuori di noi,
è in cielo,
in terra e in ogni luogo.
In seguito parafrasata scientificamente da Einstein e da altri ”illuminati”…
Questo mi lascia supporre che oltre ad essere dentro e fuori di noi, è in ogni cosa e fuori da ogni cosa e sottolineo ogni!
Il termine “ogni”, a mio avviso, intende proprio TUTTO: persone, animali, pianeti, pensieri e concetti, creazioni umane, spazio, tempo, cose di ogni tipo… Pertanto, se tutti questi elementi contengono Dio e in Dio sono contenuti, ne conseguono parecchie equivalenze:
Dio = ogni cosa
Ogni cosa = Dio
Dio = scienza
Scienza = Dio
Dio = uomo
Uomo = Dio
Dio = strada
Strada = Dio
Andando avanti così all’infinito…
Molti sensitivi, d’accordo con la scienza, sanno bene che l’universo tutto è, per così dire, governato da quest’energia intelligente che tutto pervade e tutto contiene. In sintesi, tutto è energia. Se vogliamo scriverlo con la E maiuscola non fa differenza. Credo che non si offenda. È intelligente o no?
Ci basti ogni tanto ricordare la sacra formuletta einsteiniana E=mc2. Se qualcuno se la sente di vessare Einstein con l’appellativo di “scientista”, alzi pure la mano. Altrimenti vada ad alzarla nel ripostiglio di casa sua, se conosce la vergogna!
Sai Dorian, si dice che Einstein fosse molto credente e fu durante una dei suoi, non meglio identificabili, rapimenti estatici, che ottenne l’illuminazione. Si lasciò andare alle influenze che gli premevano contro, provenienti dal cosmo intero sottoforma di idee geniali. Si riebbe di colpo e trascrisse la formula che, in seguito, invitò molte altre menti all’apertura, naturalmente, non senza le dovute polemiche delle teste tetragonali!
Se si collocano sul tavolo dei dibattiti scientifico/religiosi certi argomenti, ecco che interviene imperioso il disordine e, la sommossa nei confronti di una scienza troppo giovane per spiegare tutto e che non sarà mai abbastanza vecchia per farlo, si fa feroce.
E fin qui mi può ancora andar bene. Ciò che tollero un po’ meno, sono le cosiddette “strade” da percorrere, che già sono indice di attribuzione del grado di discernimento.
Tsè: discernimento! Come se qualcuno possa fregiarsi del titolo di discernente!
Secondo il mio modesto parere, Dio E’ tutte le strade, e non la meta da raggiungere attraverso di esse! Persino quelle che sembrano le peggiori.
- Me lo faresti qualche esempio di credenza, tradotta in termini scientifici?
- Perché tu possa ridere di me, come hai sempre fatto in passato?
- Piantala Caren, non sono più nelle condizioni di ridere di nessuno. Ora, non più.
- Ok. Allora ci proverò Dorian. Ci proverò. Naturalmente non in termini scientifici, perché non sono una scienziata, ma nella mia “lingua”. Quella delle intuizioni.