
sabato, 14 novembre 2009
RECENSIONE DEL LIBRO "INTERVISTE A JOSHUA" DI MIMMO MARTINUCCI
RINGRAZIO MIMMO MARTINUCCI PER AVER GRADITO ED UTILIZZATO LA MIA RECENSIONE, QUALE PREFAZIONE DEL SUO LIBRO "INTERVISTE A JOSHUA"
Chi è Mimmo Martinucci, e quale messaggio vuole diffondere attraverso questo suo saggio romanzato? Penso, per esempio, ai passi di Dio che Adamo udì nell’Eden. Può provenire un rumore di passi da una Entità incorporea? Penso alla quantità infinita di numeri che si trovano tra 1 e 2. Un inizio ed una fine che contengono un infinito. Due punti di chiusura ottenuti sotto forzatura. Due arrotondamenti per approssimazione. E pensare che ci avevamo sempre creduto! Carmela Cioffi
Non lo conosco da moltissimo tempo, ma sento di poter affermare che, chiunque possiede una discreta capacità di percezione, può riconoscere immediatamente in lui, un uomo che non si accontenta di nozioni preconfezionate. Quelle che solitamente ci vengono “propinate” dacché veniamo al mondo, allo scopo di regolamentare la nostra schiavitù, più elegantemente definita come indottrinamento, educazione, ordine. Insomma, come tutto ciò che rientra nelle versioni ufficiali del buon vivere. Almeno per quanto riguarda il “credo”.
“Intervista a Joshua” rappresenta, appunto, la precisa volontà da parte dell’autore, di svincolarsi, almeno in parte, dalle suddette redini. In che modo? Attraverso instancabili studi.
Mimmo Martinucci adotta una tecnica descrittiva, paradossalmente, semplice ed articolata allo stesso tempo, e la sua abilità di catturare il lettore sin dalla prima pagina risulta estremamente rara.
Ho letto la bozza del presente libro tutta d’un fiato, tornando a sgranare i miei occhi ed a riempirli dello stesso stupore che può pervadere il sentire di una bambina. Ringrazio Mimmo Martinucci per avermi regalato la capacità di sorprendermi ancora.
Vi è un carrubo in “ouverture”, che quasi si impone quale protagonista assieme ai due personaggi principali. Il meraviglioso albero sotto cui avvengono i regolari incontri dello stesso autore con Joshua. L’albero delle grandi rivelazioni, lo definirei. L’albero che conferisce una nota di magia in più, a tutta l’opera.
Nei dialoghi, che avvengono tra i due personaggi, si incontrano dei punti salienti in cui Joshua rivela al suo amico, l’intrigante imponderabilità di alcune nozioni che sembravano essere scontate.
Un’imponderabilità che sancisce la nostra piccola natura e che enfatizza la grandiosità di un Dio, pressoché giocoliere.
Mimmo Martinucci ci illustra, inoltre, le molteplici versioni note ed ignote, che riguardano alcuni tratti rivisitati della Genesi, del “Diluvio Universale”, l’incredibile molteplicità di messaggeri (tra cui Maria Maddalena), che si sono susseguiti nel corso dei millenni per portare lumi a chi non vede che con gli occhi fisici.
Interessantissimo anche il culto di Mitra con i relativi gradi di iniziazione, come pure l’attenzione ed il riguardo tesi alla conoscenza dei vangeli “cosiddetti apocrifi” (rimarca l’autore).
Ma queste sono solo alcune delle incredibili tappe che troviamo in questa brillante opera.
Non posso che compiacermi, per la perizia e l’intelligenza con cui questo scrittore si è portato avanti nella stesura del presente libro, i cui passaggi e le cui riflessioni, sono l’inequivocabile frutto di costanti studi, effettuati tramite le più ricche e disparate fonti.
Mimmo Martinucci dimostra da subito, pur scegliendo come personaggio principale la figura di Joshua ad equivalere quella di Gesù Cristo, di non viaggiare nella dimensione "dogma". Al contrario, emerge, tra gli affascinanti intrichi di questa quasi magica ispirazione, la ferma decisione di mettere in luce quello che dovrebbe essere il vero viaggio dell'uomo.
Un viaggio che non è un'appartenenza settaria che ottunde ed impedisce l'accrescimento del proprio sapere, bensì la valutazione di una nuova religione, che non vede ostilità sui fronti opposti, che non impedisce a chi ne fa parte di rimettere tutto in gioco, che non vuole primeggiare tra i vari pensieri filosofici.
E questa religione si chiama semplicemente "RICERCA".
29/12/2008
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sabato, 24 ottobre 2009
PANNELLI DECORATIVI 
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giovedì, 22 ottobre 2009
TITOLO: VOLO IN DIMENSIONE DANZA 
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martedì, 20 ottobre 2009
BANDO DI CONCORSO "SINFONIA DALETTALE" http://www.associazione-ilfaro.org/pagineweb/Bando_ConcorsoSinfonia09.htm
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martedì, 20 ottobre 2009
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domenica, 18 ottobre 2009
DOPPIO MODULO - ACRILICO SU TELA
TITOLO: TERRA IMPASTATA AD ANIMA 
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venerdì, 16 ottobre 2009

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venerdì, 09 ottobre 2009
Ordinatemi il corso del mio fiume ma non rivaleggiate con le sponde Firmai il mio amore zitto, dal primo giorno che mi deste il nome col mio sangue più spesso e mai raffermo e su lastre di ghiaccio scrissi rabbia su rabbia destinata a disfarsi al clima tenero di passi messi male o di giorni che seppero di buono Sapete, vero? D’amore non si parla ma si vive ed io non ebbi voglia di cozzare palato e lingua a dirvi ciò di cui il vostro cuore non dovrà dubitare per l’eterno
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mercoledì, 07 ottobre 2009
TECNICHE MISTE: OLIO, ACRILICO, STUCCO SU TELA TITOLO: IL PESO DEL CIELO
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domenica, 04 ottobre 2009
SCORCI DEL MIO ULTIMO DIPINTO A MODULI
TITOLO: "IL MISTERO DELL'ORO NELL'ORO" (RESINE E ACRILICI SU TELA) 


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mercoledì, 30 settembre 2009
DIPINTO OLIO SU TELA DI MELAREA

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martedì, 15 settembre 2009
Ha il sapore della menta
il ricordo dei tuoi seni
che mi abita ogni notte
e che naufrago mi rende
nell’oceano dei sogni.
E’ al sonno che mi affido
per pescare quei respiri
che il tempo m’allontana
come isole scomparse
dalla mappa del mio mondo.
Io pirata senza ormeggi,
al mio cuore disastrato
consegno l’ore della notte,
scrigno dove ho conservato
la ricchezza dell’amore.
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sabato, 22 agosto 2009
A "SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA"
Strane cosmogonie di genti disuguali e di notti non mie Cloni di dei - mi han detto di recente - quaggiù a somiglianza e immagine presi dall’elica che monta l’individuo Storia impastata con sabbia senza colla sarà che può viaggiare in quello che ha sapore di credibile oppure è gran delirio quel poco che si dice senza pieghe So solo d’esser nana e non mi riesce bere da quell’acquasantiera tenuta tra le mani dei padri di ogni vizio Tutto è parente a niente se giunge da drappelli di profeti e per tanto così chiunque potrà montare castelli e bei futuri di gomma americana
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lunedì, 17 agosto 2009
VACANZE IN UNA DELLE PERLE DELL'ADRIATICO
OTRANTO 








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lunedì, 27 luglio 2009
DIPINTO OLIO SU TELA DI MELAREA

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lunedì, 27 luglio 2009
DIPINTO OLIO SU TELA DI MELAREA

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lunedì, 27 luglio 2009
DIPINTO OLIO SU TELA DI MELAREA

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lunedì, 27 luglio 2009
DIPINTO OLIO SU TELA DI MELAREA 27/7/09

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lunedì, 27 luglio 2009
DIPINTO OLIO SU TELA DI MELAREA 24/7/09

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mercoledì, 08 luglio 2009
ALL'AMABILE RASPUTIN (GIA' BIECO CONSIGLIERE DEI ROMANOV)
Hai intuiti sulla pelle - gli occhi non hanno peso - ché più siamo lontani e più sei sommelier di quanto taccio e celo ai sensi conosciuti… Orco non delle fiabe ma con stivali delle sette leghe a far buono il tuo viaggio al di là di qualsiasi carnagione Un calcio negli stinchi il tuo beffardo fuori Una carezza forte e ripagante nel regno dei respiri - quelli veri - Fuori dal pazzo imballo che aggrada solamente chi non vuole causare...segnacci sulla gobba dei cristalli
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martedì, 07 luglio 2009
Oltre i profumi di un campo di papaveri era sospeso il fondo tappa assodata che non aveva urgenze e mi dissero in molti - compreso l'uomo disceso dalla barca - che il cammino era grigio tra quei campi mendaci e nessuno mi disse di ritornare indietro - ché ad imparar lo storto ci si storce - nessuno mi rimosse quel cipiglio sfrontato di più chi indovinava quello che spesso segue dopo avere tracciato disegni con i piedi su zolle mai vangate da vangare…
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domenica, 05 luglio 2009
L’avevo dentro da bambino
il suono roco e malinconico
di un lamentoso sax contralto,
musica ardente e melodiosa
a viaggiare tra i miei sogni
come un motivo da seguire.
L’avevo e non l’ho catturato
lasciando defluire tra le ore
le note d’un crescere veloce
affascinato da altri obiettivi,
un correre a comprare tempo
per trovare vuoti nelle tasche.
Mentre nascevano gli amori
e mi consolidavo uno tra tanti,
quel sax mi ha abbandonato
e solo al nascere di un figlio
lontano ha cercato di rapirmi
suonando la canzone della vita.
Si, avrei voluto avere un sax
ora che una melodia di blues
sarebbe la miglior compagna
per questi giorni tra le curve
di una strada che agli incroci
promette di segnare un arrivo.
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grisby6043
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sabato, 20 giugno 2009
Che vuoi morire ...
di te mi han detto in gemito onde straniere all’orbita imparata Urla nelle tue tempie la miseria beffarda di giorni a grana fitta che non hanno miraggi Che vuoi morire - mi hanno detto ancora - a denudarti del tetro che t’avvolge che non ha inteso mai darti dispensa Chi ti vessa non sa che stringe a sé il vacante Ama ciò ch’è finito e non ritorna E vuoi morire tra le braccia di ciò che si dissolse in etere tra musiche ed azzurri da inghiottire…
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sabato, 13 giugno 2009
Povertà non risiede in chi non conta ori sopra gli scanni freddi del suo fato in chi ha denti da far girare a vuoto immaginando un pane di tre giorni sconsacrato da muffe o da secchezza Povertà è nelle menti che recingono voci procellose all’andare di bassezze Ci si potrà proibire un ciuffo di parole Ci si potrà parare un muro innanzi Ma il muratore senza alcuno sforzo avrà sancito la sua gran miseria convalidate le sue gambe corte arsa la sua poltrona ucciso il nome suo durante e dopo un tempo assai frugale 
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venerdì, 05 giugno 2009

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sabato, 30 maggio 2009

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martedì, 12 maggio 2009

a farsi tempo eterno
e un’altra me
mi osserva da lontano
riuscendo nondimeno
a ridermi argentina nelle orecchie
L’universo partecipa alla beffa
che beffa poi non è
E in quanti posti sono
le stesse mani mie
le stesse grinze attorno
ad un sorriso spento
che sa di voler essere…
Non mi dà più sospiro
quella seta remota
se viaggio verso nord
fabbricando vesciche
E adesso so per certo
che non avrò più piedi
soltanto quando
le mete finiranno
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mercoledì, 06 maggio 2009
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lunedì, 27 aprile 2009
A DEI DENTRO UNA BOLLA DI SAPONE
Solo zavorra ci resta sotto i piedi
mancando di studiare
quella carta di pepe
dall’aspetto di grave contrappeso
- e noi che intrecciavamo
il diametro col raggio -
E’ che le braccia
a volte
sanno d’ali
e le caviglie
sforbiciano passi
dal sapore di ascesa
Di quell’ascesa che si crede folle
fuori dagli statuti di ogni saggio
fuori da un senno che dissacra il vero
indossando una toga giustiziera
E' che il saperlo
fa legge di contesa
Questo tiro alla fune col collaudo
traslocherà i miei occhi
nel sottosuolo animico
d'un parco abbiglio
mai disindossato
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venerdì, 17 aprile 2009
DEL NIENTE DATO AL TANTO E DEGLI OPPOSTI


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L'ignoranza si può considerare acuta solo fintanto che non la si riconosce come propria (Mela) Qui le varie ed eventuali
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